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 Qual è il tribunale competente a conoscere del risarcimento dei danni subiti dai passeggeri nel caso di voli cancellati dalle compagnie senza che ricorrano giustificati motivi, quello di residenza di ciascuno dei passeggeri o quello nel cui circondario rientra l'aeroporto? Una questione non pacifica nella giurisprudenza, ma di centrale importanza in una materia che, ogni anno, vede l'instaurazione di decine di migliaia di cause, soprattutto in tutte le ipotesi nelle quali le domande risarcitorie non siano soddisfatte bonariamente. Sul punto, il tribunale ordinario di Roma ha deciso di attivare il sistema di domanda di pronuncia pregiudiziale principalmente sull'interpretazione dell'articolo 33 della convenzione per l'unificazione di alcune norme relative al trasporto aereo internazionale (csd. «convenzione di Montreal»), disposizione che stabilisce il giudice competente nel caso di azione di risarcimento del danno promossa nei confronti di un vettore aereo rientrante nell'ambito di applicazione di tale strumento. La questione, quindi, è attualmente al vaglio della Corte di Giustizia Ue ed ha ora registrato la posizione dell'avvocato generale, secondo il quale la competenza scorre su un doppio binario, competenza per le compensazioni a cui hanno diritto i passeggeri in cui nuovi siano stati ingiustificatamente soppressi, competenza per i danni ulteriori da essi subiti in conseguenza della cancellazione. In particolare secondo l'avvocato generale, incaricato di riferire sulla causa C-213/18 sollevata, così come si è detto, dal tribunale di Roma che aveva chiesto alla Corte di Giustizia di precisare quale fosse il foro del giudizio alla stregua della legislazione europea, tra quello di Roma (città di residenza dei passeggeri che avevano proposto l'azione) o quello di Civitavecchia (città nel cui territorio è ubicato l'aeroporto), la questione è mal posta, in quanto non esiste un unico giudice competente. 

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