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E' ormai certo: la Legge di bilancio per il 2026 segnerà il ritorno della definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione, comunemente indicata come "Rottamazione quinquies". Dopo l'esperienza della rottamazione-quater, si ripropone uno strumento ormai strutturale del sistema tributario italiano, volto a favorire l'emersione e l'incasso dei crediti iscritti a ruolo, alleggerendo al contempo la posizione debitoria di contribuenti e imprese.
L'adesione non è però possibile a tutti i tipi di ruoli: a differenza della quater infatti rientrano nel condono le iscrizioni a ruolo derivanti dalla liquidazione e dal controllo formale delle dichiarazioni dei redditi e dell'Iva. Stante la formulazione del disegno di legge, è evidente che vi rientrino non solo le ipotesi dell'omesso pagamento delle imposte dichiarate, ma la totalità dei rilievi che scaturiscono dalle procedure in questione, quale ad esempio la rettifica delle detrazioni e ritenute dichiarate. Poiché la rottamazione si rivolge alle partite in gestione ad Agenzia delle Entrate – Riscossione, la sanatoria non include le somme che sono oggetto di dilazione sulla base degli avvisi bonari emessi dall'agenzia delle Entrate in esito ai controlli automatizzati, prima dell'iscrizione a ruolo degli importi dovuti. Sono pertanto fuori dalla nuova definizione agevolata, tra l'altro, tutti gli accertamenti esecutivi, gli atti aventi a oggetto le imposte indirette sui trasferimenti - registro, successioni e donazioni – nonché i tributi locali.
Infine, sono potenzialmente interessate dalla sanatoria anche le sanzioni pecuniarie da violazioni del Codice della strada, se sono state irrogate da amministrazioni statali, mentre restano escluse quelle comminate da corpi di polizia locale. Dal punto di vista soggettivo, l'accesso alla definizione agevolata dovrebbe essere consentito a persone fisiche, imprese e professionisti, senza distinzione di forma giuridica, con la possibilità di includere anche i carichi già oggetto di precedenti piani di dilazione o decaduti da precedenti rottamazioni, purché non integralmente saldati.
Il meccanismo della definizione agevolata ricalca quello delle precedenti edizioni: il contribuente è tenuto a versare solo le somme dovute a titolo di capitale e rimborso spese, con l'azzeramento di sanzioni, interessi di mora e aggio di riscossione. Per le sanzioni amministrative, comprese quelle tributarie, resta dovuto il solo importo base. Tale impostazione rende la Rottamazione 5 particolarmente appetibile per i contribuenti con debiti di lunga data, sui quali il peso di sanzioni e interessi ha spesso superato l'importo originario del tributo.
Un elemento di significativo rilievo, anche alla luce delle recenti modifiche normative, è la riduzione del tasso di interesse applicato alla dilazione, passato dal 4% al 3%. Questa riduzione incide in modo diretto sulla sostenibilità dei piani di pagamento rateali, soprattutto per chi opta per una dilazione di medio-lungo periodo; la bozza della Legge di bilancio prevede infatti la possibilità di rateizzare l'importo in nove anni. Il tasso di interesse più contenuto riduce il costo finanziario complessivo dell'operazione e rende la definizione agevolata una valida alternativa rispetto alla riscossione ordinaria, che continua a scontare oneri sensibilmente più elevati.
Per i professionisti e i consulenti fiscali, la Rottamazione quinquies rappresenta dunque uno strumento da valutare caso per caso, tenendo conto della reale capacità di pagamento del contribuente, dell'alternativa della rateizzazione ordinaria e delle prospettive di eventuali contenziosi pendenti. In attesa del testo definitivo della Legge di bilancio 2026, la Rottamazione 5 si profila come un'ulteriore occasione per regolarizzare posizioni debitorie con il Fisco a condizioni più favorevoli, e la riduzione del tasso di interesse sulla dilazione rafforza l'attrattività dell'istituto, ma richiede un utilizzo consapevole e pianificato, per evitare che un'opportunità di sollievo si trasformi in un nuovo fattore di rischio finanziario.
Meditate contribuenti, meditate.
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