Se questo sito ti piace, puoi dircelo così
Fonte: https://www.cfnews.it/
Con sentenza n.28274 del 4 novembre 2024 la Corte di Cassazione, ha affrontato il tema della qualificazione come autonoma o subordinata dell'attività professionale svolta da una avvocato all'interno di uno Studio legale di grandi dimensioni, in cui operano professionisti associati e non.
I fatti di causa
Un avvocato ha collaborato per 13 anni in uno Studio legale, costituito da un'associazione professionale di 50 soci e 296 professionisti, iscritti all'albo degli avvocati, all'albo dei dottori commercialisti o al registro dei praticanti avvocati, con 95 dipendenti a supporto dell'attività professionale in varie sedi.
La Corte d'appello, confermando la decisione di primo grado, ha escluso la natura subordinata del rapporto intercorso tra l'avvocato e il suddetto Studio legale multidisciplinare, ritenendo, invece, la sussistenza di un rapporto di lavoro autonomo nell'ambito di prestazioni a contenuto professionale.
L'avvocato ha impugnato la decisione dinanzi alla Corte di Cassazione.
La decisione della Corte di Cassazione
In relazione al rapporto di subordinazione, la Corte di Cassazione, ripercorrendo il costante orientamento di legittimità, ha ricordato che "la sussistenza o meno della subordinazione deve essere verificata in relazione alla intensità della eteroorganizzazione della prestazione" (Cass. n. 5389 del 1994; n. 9894 del 2005; n. 3594 del 2011; n. 22634 del 2019).
Peraltro, l'attività professionale dell'avvocato è costituita da prestazioni professionali che per loro natura non richiedono l'esercizio da parte del datore di lavoro di un potere gerarchico concretizzantesi in ordini specifici e nell'esercizio del potere disciplinare (Cass. n. 3594 del 2011), con la conseguenza che può essere riconosciuto il vincolo della subordinazione dei professionisti in ragione dell'obbligo dei medesimi di attenersi ad una organizzazione, comprensiva di turni e ferie, unilateralmente predisposta da parte datoriale e ad essi imposta (cfr. sentenza n. 10043 del 2004; ordinanza n. 26558 del 2024).
Nel caso di specie, sono stati analizzati diversi aspetti, quali:
Al riguardo, la Corte ha evidenziato che tutte le regole relative all'organizzazione, all'utilizzo delle risorse dello Studio (locali, strumenti informatici ecc.) da parte dei professionisti, le regole sul funzionamento del rapporto con i clienti e il connesso obbligo di esclusiva
In particolare, per quanto concerne l'obbligo di esclusiva o condizione di monocommittenza, è stato rilevato che
Quanto all'impegno temporale, è stato ritenuto che le tempistiche indicate nelle e-mail rispondessero alla necessità, insita nell'attività di avvocato di rispettare i termini processuali e le cadenze temporali e non a un potere conformativo dello Studio sulla prestazione professionale dell'avvocato.
Pertanto, poiché che nel caso di specie,
la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso.
Tutti gli articoli pubblicati in questo portale possono essere riprodotti, in tutto o in parte, solo a condizione che sia indicata la fonte e sia, in ogni caso, riprodotto il link dell'articolo.
Il mio nome è Anna Sblendorio. Sono una persona curiosa e creativa e mi piace il contatto con la gente. Amo dipingere, ascoltare musica, andare a teatro, viaggiare e passare del tempo con la mia famiglia ed i miei amici. Nel 2008 mi sono laureata in giurisprudenza presso l'Università degli studi di Bari "Aldo Moro" e successivamente ho conseguito l'abilitazione per l'esercizio della professione da avvocato. Nel corso degli anni ho collaborato con diversi centri di formazione occupandomi di tutoraggio in materie giuridiche e nel 2022 ho iniziato a collaborare con la testata giuridica online www.retidigiustizia.it.