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Salvatore Lucignano è stato espulso da Nad, Nuova Avvocatura Democratica, l'associazione forense che proprio Lucignano ha fondato, insieme ad un ristretto numero di avvocati napoletani, un paio d'anni fa e che, nel breve volgere di alcuni mesi, è balzata agli onori delle cronache dei grandi media con iniziative assolutamente inedite nell'avvocatura italiana, come lo sciopero della fame con attendamento plurisettimanale davanti al tribunale partenopeo, fino a ramificarsi in Campania e in molti altri circondari giudiziari d'italia, con centinaia di soci e decine di sedi, fino a conquistare un delegato alle recenti elezioni di cassa forense, fatto inedito entro un quadro che ha segnato una sostanziale riconferma dello status quo.
Lucignano è stato espulso. Le ragioni dell'espulsione, quantomeno quelle fatte proprie dall'associazione, si trovano in una delibera, che riportiamo alla fine di quest'articolo testuslmente, che parla di una espulsione decisa all'unanimità dei presenti e dei dirigenti collegati via skype. Una espulsione in contumacia, in quanto deliberata nell'assenza del fondatore, che, sebbene invitato, ha preferito disertare la seduta.
Abbiamo sentito Salvatore Lucignano, ponendogli in alcune domande, dalle ragioni della sua espulsione a come essa a suo parere è maturata, dai sentimenti che prova nei confronti degli ex suoi dirigenti che lo hanno cacciato agli errori che ritiene essere stati da lui commessi alla guida dell'associazione, ed alle sue prospettive future. Quesito, quest'ultimo, espresso in senso dubitativo ma per un nostro evidente errore. Conosciamo ormai da anni Salvatore Lucignano, personalità irriverente, antitetica ad ogni regola anche elementare di bon ton e diplomazia, sicuramente sopra le righe, ed alcune volte, a nostro sommesso avviso, anche eccessivamente, colpevolmente. Uno che non le ha mai mandate a dire, e quando le ha dette le ha dette esattamente per come le pensava nella propria testa. Per uno così, difficilmente quando finisce qualcosa non si apre un altro capitolo. Ed infatti, come ci rivela, è già in campo Arde, una nuova associazione forense nella quale confluiranno decine di ex tesserati Nad, che seguiranno il proprio leader e nella quale proprio Lucignano, mettendo in qualche modo le mani avanti, ha già promesso qualche cambiamento anche personale. Cercheremo di sentire nelle prossime ore anche i dirigenti di Nad, ma adesso concentriamoci su quanto ci ha riferito Lucignano.
D-Ci racconti della sua espulsione. Quali sono gli addebiti che le sono stati mossi?
R-E' strano da dire, ma sorrido nel rispondere alla domanda. Anche perché i miei ex dirigenti, in queste ore, mi hanno accusato, a più riprese, di una serie varia e grossa di nefandezze. Avrei, nell'ordine: minato la loro reputazione, affermando cose… che peraltro ritengo ancora assolutamente vere; avrei litigato nell'associazione, cosa che faccio da due anni; avrei anche scritto post con cui "imponevo" la linea politica, nonostante io esprimessi le "mie" opinioni, da semplice socio, senza mai affermare, nemmeno una volta, che la mia opinione fosse la linea dell'associazione. Devo dunque credere che i miei ex dirigenti, evidentemente pensassero che le mie parole, per chiunque le leggesse, valessero come la voce di NAD. Ah, si, che altro: avrei sabotato la nostra associazione nelle recenti elezioni alla Cassa Forense. Miravo a far perdere NAD, così da poter avere la testa dei miei odiati dirigenti. A tal proposito sono degne di nota le mie lacrime finte, mentre abbracciavo tutti i dirigenti ed i soci di NAD, dopo l'elezione di Giuseppe Fera a Napoli, di cui abbiamo avuto la certezza il 2 ottobre, se ben ricordo. In definitiva, direi di lasciar stare le accuse, con un sorriso beffardo, ma anche tenero, verso i miei accusatori.D-Dalla delibera di espulsione sembra che la stessa sia stata adottata all'unanimità dei presenti e dei soggetti collegati via Skype. Come spiega questo accanimento nei suoi confronti anche da parte di tesserati che da sempre sono stati a lei vicinissimi? E umanamente, cosa prova nei loro confronti?
R-Nei giorni scorsi ho pubblicato un articolo sulla rivista "Il radical chic", con cui collaboro da qualche tempo, in cui analizzavo la tragedia della mediocrità ed il suo legame con l'autoritarismo. Credo che il branco sia sorto da un'esigenza legata alla debolezza estrema di ciò che i miei ex soci stavano facendo. Sono certo che anche per loro, il bisogno compulsivo di giustificare un'azione senza senso, che a mio parere essi stessi vivevano come una farsa tragica, abbia giocato un brutto tiro, sul piano della suggestione. Avevano bisogno di sentirsi forti, in un frangente di enorme fragilità emotiva.D-Cosa intende fare adesso e in quanti ritiene la seguiranno dei circa 400 soci di Nad?
R-E' già nato ARDE, Avvocati Radicali Democratici, un laboratorio politico forense che sfocerà in una nuova associazione, con cui intendo continuare le mie battaglie per la nascita in Italia di una nuova avvocatura democratica. Molti ex soci di NAD, lasciata l'associazione in queste ore, stanno già animando il progetto, perché per moltissimi l'associazione si identificava con la mia leadership. ARDE dovrà essere un'evoluzione, più calma e misurata, meno ansiosa, di NAD. Ormai faccio politica forense da cinque anni ed in Italia i colleghi conoscono le mie posizioni. Il mio archivio politico, in gran parte ancora contenuto sul sito internet di Nuova Avvocatura Democratica, ma sparso anche tra riviste, youtube e social, conta migliaia di documenti. Mi sento un vecchio quarantenne, che ha già dato molto, ma che ha ancora voglia di essere un ragazzino, al servizio degli avvocati liberi. Ecco, forse sarò un po' meno impertinente e molto meno polemico verso i colleghi di base. A loro, anche a molti miei sostenitori, in questi anni ho destinato qualche sfuriata di troppo. Prometto che sarò più buono, da qui in poi.DELIBERA DEL DIRETTIVO IN SEDUTA DISCIPLINARE DEL 15.10.2018 EX ART. 7, II co., Statuto
Il giorno 15 del mese di ottobre dell'anno 2018, in Napoli, presso lo studio legale Granata-Elefante, è riunito, con funzione disciplinare ex art. 7 dello Statuto, il Direttivo Nazionale di Nuova Avvocatura Democratica, onde poter giudicare delle contestazioni mosse al socio avv. Salvatore Lucignano, convocato per la seduta odierna a mezzo pec e pubblicazione su Facebook, nel gruppo chiuso dell'Associazione Tesserati NAD, di apposito comunicato.
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