Di Raffaele Gurrieri su Lunedì, 03 Agosto 2026
Categoria: Fisco e Tributi

Cartelle esattoriali: il magazzino supera i 1.350 miliardi, ma il recupero resta un miraggio

Continua ad aumentare il cosiddetto - magazzino della riscossione -. Secondo i dati relativi al primo semestre 2026, l'ammontare delle somme ancora affidate all'Agente della riscossione supera ormai i 1.350 miliardi di euro, con un incremento di circa 25 miliardi rispetto alla fine del 2025. Un dato che conferma come, nonostante i risultati record ottenuti dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione in termini di recupero – pari a 16,8 miliardi nel 2025 – il flusso continuo di nuovi carichi renda sempre più difficile ridurre l'arretrato.

L'aspetto più critico riguarda però la reale possibilità di recuperare tali somme. Circa il 30% del magazzino è riferibile a contribuenti deceduti oppure a società cessate o fallite, mentre un ulteriore 10% è costituito da crediti sospesi, ad esempio perché oggetto di definizioni agevolate o di piani di rateizzazione. Anche la restante parte presenta notevoli criticità, essendo spesso riferita a soggetti nullatenenti, già destinatari di procedure cautelari o esecutive, oppure nei cui confronti le azioni di recupero risultano fortemente limitate.

Il quadro evidenzia quindi come il valore nominale delle cartelle non coincida con il reale potenziale di riscossione. Le numerose - rottamazioni -succedutesi negli anni non hanno infatti prodotto gli effetti strutturali auspicati: il magazzino continua a crescere e le precedenti definizioni agevolate hanno registrato un elevato tasso di decadenza, con circa 55 miliardi di euro di versamenti non effettuati. Parallelamente, i nuovi affidamenti alla riscossione hanno mantenuto ritmi elevati: 97 miliardi nel 2023, 101 miliardi nel 2024 e 85 miliardi nel 2025, mentre il primo semestre 2026 registra già oltre 42 miliardi di nuovi carichi.

In questo contesto assume particolare rilievo il nuovo meccanismo di discarico automatico, introdotto in attuazione della delega fiscale. Tuttavia, gli effetti concreti saranno percepibili solo dal 2030, poiché la procedura opera esclusivamente per i carichi affidati dal 1° gennaio 2025 e dopo cinque anni di tentativi di riscossione infruttuosi. Fino ad allora, il magazzino delle cartelle è destinato con ogni probabilità a continuare la propria crescita, rendendo sempre più urgente una riflessione sull'efficienza del sistema di riscossione e sulla necessità di distinguere i crediti realmente esigibili da quelli ormai definitivamente irrecuperabili.

Meditate contribuenti, meditate.

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