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Se fosse vero che dal Ministero della Giustizia hanno chiesto l'elenco di chi ha donato al comitato per il No, allora siamo davanti a un qualcosa che richiama scenari che la Repubblica aveva giurato di non rivedere.

Il referendum costituzionale è esercizio diretto della sovranità popolare, il momento in cui il cittadino decide. E decidere significa poter sostenere una posizione, anche economicamente, senza temere che il potere esecutivo voglia sapere chi sei. Chiedere i nomi di chi sostiene una posizione referendaria significa introdurre l'idea che il dissenso debba essere conosciuto, registrato, potenzialmente esposto. È un'idea che appartiene ad altre stagioni della storia, che furono chiuse dalla Costituzione del 1948.

Dopo l'attacco al Consiglio Superiore della Magistratura, ora la richiesta degli elenchi. Prima si colpisce l'organo di garanzia, poi si cercano i nomi di chi non è allineato. È una traiettoria pericolosissima rispetto alla quale bisogna reagire, perchè essa riguarda la libertà di ciascuno e di tutti. Mi chiedo: se oggi si accetta che il Governo possa interessarsi ai nomi di chi sostiene il No, domani quale sarà il passo successivo?

Allora, ancora una volta, no. È momento in cui il popolo deve ricordare a chi governa che la sovranità non è concessa. È originaria, impressa come dico sempre nell'art. 1 della Costituzione, in quella Costituzione che essi non accettano, tanto meno amano, perchè furono gli unici a non concorrere alla sua scrittura. E ciò perchè i loro padri stavano dall'altra parte. Ma la Carta più bella del mondo dice che lo scettro appartiene al popolo e non al Governo. E il popolo sovrano non si schedula, non si controlla, non si condiziona. Invece di chiedere chi siano i finanziatori del no, chiedete chi e quanti sono i pregiudicati, i mafiosi, i corrotti e i massoni che si stanno spendendo per il SÌ e dite al popolo i loro nomi e cognomi, e un attimo dopo sarete mollati dalla gente onesta.

Avete perso la testa perchè ora il giudizio del popolo vi terrorizza, e anche questa non è una novità. Sappiate però che quando la Costituzione si sente attaccata, essa sempre reagisce. Sa di essere una linea rossa, che non può essere oltrepassata e se attaccata, chiama gli italiani a difenderla, e non bada nè a partiti nè a colori, perchè essa è patrimonio di quasi tutti.

È quanto sta accadendo. 

La libertà si difende. 

Ora e sempre.